L’accusa contro 5 soldati Usa:”Uccidevano civili per sport”
I cinque avrebbero costituito una vera e propria “squadra della morte”: ora rischiano la pena capitale per crimini di guerra. Uno di loro collezionava le dita delle vittime come trofei.

STATI UNITI – Cinque soldati americani impiegati nella guerra in Afghanistan sono accusati di aver deliberatamente ucciso nei mesi scorsi tre civili afgani. ”Uccidevano a casaccio e collezionavano le dita dei morti come trofei”, scrive oggi il quotidiano britannico Guardian citando un servizio del giornale dell’esercito Usa Army Times. Se condannati, i cinque militari del cosiddetto “Kill team” rischiano l’ergastolo o la pena di morte. Altri sette soldati sono accusati di aver insabbiato gli omicidi e di aver malmenato una recluta intenzionata a denunciare gli assassini.
CRIMINI DI GUERRA. L’accusa nei confronti del 25enne sergente Calvin Gibbs e di Jeremy Morlock, Michael Wagon, Adam Winfield e Andrew Holmes è di aver commesso crimini di guerra. I cinque soldati, appartenenti a un’unità di fanteria di base a Ramrod, nella provincia meridionale di Kandahar, si dichiarano innocenti. Secondo quanto emerso dalle indagini però gli uomini della “squadra della morte” avrebbero cominciato a manifestare l’intenzione di uccidere civili già a partire dallo scorso novembre, sostenendo che sarebbe stato molto facile “lanciare una bomba a mano contro qualcuno e ucciderlo”. Altri soldati che collaborano con gli investigatori hanno dichiarato che il sergente si era vantato di averla già fatta franca in Iraq.
I TRE CIVILI MORTI. La prima vittima a gennaio: a rimanere ucciso Gul Mudin, ferito a una granata e finito a fucilate in un campo di papaveri vicino al villaggio di La Mohammed Kalay. La seconda vittima, Marach Agha, è stato ucciso il mese successivo. In maggio toccò a Mullah Adahdad. Secondo l’Army Times, uno dei soldati ha collezionato le dita dei morti mentre altri si sono fatti fotografare con i cadaveri.
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