Il Diluvio Universale conseguenza dello scioglimento dei ghiacci

diluvio Il Diluvio Universale conseguenza dello scioglimento dei ghiacciA forza di vederlo ben disegnato sulle carte geografiche, con i suoi colori tenui e sempre uguali, abbiamo finito per credere che il mondo sia sempre stato così come è oggi. In realtà, l’ attuale disegno della Terra prese forma in un’ epoca compresa tra 16 mila e 12 mila anni fa, mentre terminava l’ ultima glaciazione e iniziava la fase di clima temperato che dura tuttora. Le cose andarono così. Da decine di migliaia di anni il Pianeta era stretto nella morsa della glaciazione, le calotte polari, spesse fino a tre chilometri, si spingevano fino a latitudini oggi temperate. Circa 16 mila anni fa qualcosa cominciò a cambiare. Lentamente il gelo allentò la presa, il ghiaccio dei poli iniziò a sciogliersi liberando tanta acqua da provocare un progressivo innalzamento del livello degli oceani. Il riscaldamento proseguì fino a 12 mila anni fa, e quando il clima si stabilizzò il mondo aveva ormai cambiato faccia: il livello degli oceani s’ era innalzato di 120 metri, il mare aveva coperto vaste aree dei territori costieri e la geografia dei continenti stava assumendo l’ aspetto che ha oggi. Nei nostri mari l’ Elba – fino ad allora una penisola della costa tirrenica – era diventata l’ isola che è oggi, la Sardegna s’ era separata dalla Corsica, il Mare Adriatico – che prima si fermava all’ altezza di Ancona – era risalito verso nord, fino alle scogliere triestine. Anche le coste del Mediterraneo sembravano ormai assestate, ma furono proprio le sue acque, 7.500 anni fa, a scatenare un finale a sorpresa che cambiò ancora la geografia e la storia degli uomini. Ecco che cosa accadde secondo i geologi americani William F. Ryan e Walter C. Pittman, del Lamont-Doherty Earth Observatory della Columbia University. Dove ora c’ è l’ istmo del Bosforo, che mette in comunicazione l’ Egeo e il Mar Nero, permaneva una lingua di terra che separava i due grandi bacini. La separazione era netta. Il Mar Nero in realtà non era un mare, ma un immenso lago d’ acqua dolce che a causa dell’ evaporazione si trovava un centinaio di metri più in basso rispetto al vicino Egeo e all’ intero Mediterraneo, che negli ultimi millenni erano aumentati di livello. Lo schianto avvenne circa 7.500 anni fa. La diga naturale che separava le acque salate dell’ Egeo dal sottostante bacino del Lago Nero cedette d’ improvviso e un’ immensa cascata di acqua salata precipitò nel lago con una potenza 400 volte superiore a quella delle cascate del Niagara. L’ effetto fu devastante. Il livello del Lago Nero si innalzò rapidamente, acque sempre più salate invasero le pianure costiere dell’ ovest e del nord (Bulgaria, Romania, Ucraina, Russia meridionale), con una velocità che nelle zone più pianeggianti raggiunse il chilometro al giorno. I villaggi dei primi agricoltori stanziati nelle praterie costiere furono spazzati via. Uomini e animali cercarono scampo sempre più indietro, sempre più in alto, ma l’ acqua li inseguì chilometro dopo chilometro e per molti fu la fine. A centinaia, a migliaia dovettero morire travolti dalle acque, impantanati nelle paludi salmastre, annegati nel mare che pareva voler ingoiare la terra intera. Per quasi un anno il rombo dell’ immane cascata riempì l’ aria fino a un centinaio di chilometri di distanza dal Bosforo terrorizzando le genti in fuga. Quando le acque si placarono e il silenzio tornò, tutto era cambiato. Il Lago Nero era diventato un mare salato in comunicazione diretta con Egeo e Mediterraneo. Oltre 150 mila chilometri quadrati di territori prima fertili erano ormai coperti dal nuovo mare su cui si alzava una vasta penisola (la Crimea) che chiudeva un nuovo, piccolo mare interno (il Mare d’ Azov). Le tribù scampate alla catastrofe fuggirono a oriente e occidente in cerca di territori più sicuri e con i loro spostamenti finirono per diffondere l’ agricoltura nelle regioni dell’ Anatolia e della Mesopotamia. Insieme al nuovo stile di vita, i sopravvissuti portarono anche il ricordo dell’ immane tragedia che di generazione in generazione prese i contorni del mito: il mito del Diluvio Universale. Trasmesso oralmente per millenni, la storia venne infine trascritta sulle prime tavolette cuneiformi, dalle quali passò poi nella Bibbia.

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Scritto da il nov 15 2009. Registrato sotto Ambiente, Archeologia, Cultura, Scienza. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

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