
Name: Marco, aka "Marco Frico"
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Web Site: http://www.vendotutto.org
Bio: Marco Frico ha iniziato ad occuparsi di informatica sin dal 1985, è stato un pioniere del web iniziando a sperimentare la realizzazione di siti web per se stesso e per altri. Si trova ora a capo della Friconet Production che opera sia nella gestione di siti web sia nella realizzazione degli stessi e dei loro contenuti. http://www.facebook.com/marco.frico
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Politici ladri e corrotti contro chi ama gli animali
novembre 11th, 2011
La classificazione delle spese veterinarie “come lusso”, prevista nel nuovo redditometro, rappresenta certamente un grave errore culturale, sociale e metodologico, che deve essere corretto al più presto”.
E’ quanto afferma il ministro del Turismo, On. Michela Vittoria Brambilla, commentando le scelte proposte con il redditometro sperimentale, presentato nei giorni scorsi. “Appare davvero incredibile – continua il ministro Brambilla – la scarsa conoscenza, da parte di coloro che hanno effettuato tale elenco, del ruolo che gli animali domestici hanno da tempo assunto nel nostro paese come nel resto d’Europa, che li porta ad essere considerati quasi al pari di veri e propri componenti dei nuclei familiari da parte della maggioranza dei cittadini. Aggiungo che la cultura della prevenzione dal punto di vista sanitario deve essere promossa a tutti i livelli perché segno di giusta evoluzione culturale che deve caratterizzare un grande paese civile come il nostro. Se consideriamo inoltre che cani e gatti sono spesso i migliori amici di persone anziane e a basso reddito, ci si rende conto della contraddizione in termini e di come costituirebbe una vera cantonata inserire queste persone nell’elenco dei sospetti evasori. Per queste ragioni, ho oggi formalmente esposto all’agenzia delle entrate le mie perplessità unitamente ad un’immediata richiesta di revisione della classificazione proposta nel redditometro sperimentale.” “Considerazioni analoghe – continua il ministro Brambilla- ho ritenuto fare anche sull’idea di includere negli elenchi i cavalli, la maggior parte dei quali non appartiene certo alla categoria dei purosangue da corsa. Si tratta invece di animali d’affezione, che devono, finalmente e nei fatti, essere considerati tali sotto ogni profilo”
“Forse – conclude il ministro Brambilla – sarebbe bastato un maggiore approfondimento di queste tematiche per evitare un errore che confido sarà corretto ma che certamente non ci ha fatto fare bella figura agli occhi di tutti quei paesi che, al contrario, sostengono i cittadini che dividono la loro vita con gli animali domestici compiendo anche, in taluni casi, grandi sacrifici pur di assicurare loro benessere. Tutto ció rappresenta un’ulteriore conferma di come il quadro normativo italiano debba essere completamente rivisto ed adeguato alla sensibilità collettiva. Ed io mi impegnerò certamente in tale senso”
N.D.R. la quasi ex-ministra del governo Berlusconi critica, a nostro avviso giustamente, il nuovo redditometro, voluto dal suo governo, ed allora ci chiediamo ma lei dove stava quando decidevano certe assurdità? e poi diciamola tutta e se davvero adesso arriva Monti le cose migliorerebbero? pensiamo proprio di no, ha fama di essere un ottuso, come quasi tutti burocrati italiani ed europei. A questo punto se le cose non cambiano, subito, sarà meglio cominciare a pensare ad una sorta di disobbedienza civile, anche violenta.
Un sito di “giornalai”, senza offesa per i venditori di giornali, che credono di essere giornalisti e non si sa a che titolo, si è subito schierato dalla parte degli inflessibili fustigatori di presunti appartenenti alla casta solo per avere un cavallo, sostenendo che chi possiede un cavallo, senza distinzione se da corsa o da compagnia, debba essere per forza una persona ricca sfondata, dimostrando la sua completa incompetenza non solo sui cavalli. Un cavallo mangia fieno, una balla che basta per una settimana circa costa 5 euro, in campagna, in un mese sono circa 20 euro, più l’acqua che non saprei nemmeno quantificare ma siamo sull’ordine di pochi centesimi, poi se uno ha la possibilità, a seconda della stagione, gli da qualche mela o altra frutta. Poi ci sono quelli che li viziano come me, che gli comprano anche il fioccato di avena, sono sacchi da 25 chili, bastano per circa un mese e costa circa 11 euro al sacco.
Insomma meno di 50 euro al mese, direi meno di un cane. Che paese di merda, come direbbe il Berluska.
Quanti cinesi entrano in un auto? Come sardine in auto per 73 dollari
luglio 31st, 2011Quante persone riescono a infilarsi in un’auto?
Questo il gioco, al limite del masochismo, che si svolge periodicamente a Nanning, in Cina.
Il vincitore porta a casa l’equivalente di 73 miseri dollari (da dividere per i partecipanti…), ma per considerare valido il record occorre anche chiudere le porte e rimanere in macchina per almeno 10 secondi.
Non mancano svenimenti e feriti vari.
Perchè la chiesa ha paura degli esperimenti con il dna?
luglio 31st, 2011
Il mammuth, ora, non è più un animale misterioso. Il suo Dna è stato decifrato – ed è la prima volta che accade per un animale estinto. E non è finita: teoricamente, secondo gli studiosi americani e russi che hanno condotto la ricerca, pubblicata su Nature, in un futuro non lontano sarebbe possibile far rivivere il gigantesco elefante dei ghiacci. Basteranno – sostengono i ricercatori dell’università della Pennsylvania – dieci milioni di dollari: e il mammuth sarà pronto.
Nulla in confronto a quello che secondo alcuni ricercatori, potrebbe essere l’esperimento più importante del millennio.
Resuscitare Gesù!!
Presunte tracce di sangue di Gesù sono tuttora conservate nelle chiese di Mantova, Ferrara, Sarzana, Weingarten, Bruges e Fécamp. In particolare, la reliquia del Preziosissimo Sangue di Cristo conservata nella cripta della Basilica di Sant’Andrea di Mantova, secondo il racconto tradizionale, fu portata in quella città dal centurione romano Longino che, secondo la tradizione evangelica, aveva trafitto Gesù in croce con la propria lancia; nel Museo Diocesano di Sarzana è invece custodita una parte del panno in cui sarebbe stato avvolto il corpo deposto dalla croce.
Altre presunte tracce di sangue, e in alcuni casi frammenti di carne, derivano da miracoli eucaristici: tra queste vi sono quelle conservate a Bolsena e a Lanciano.
Fino al 1970 era conservato nella chiesa di Calcata, vicino Viterbo, il presunto prepuzio del piccolo Gesù (circonciso, secondo i Vangeli, come tutti gli Ebrei). Ad ogni Capodanno esso veniva esposto al pubblico dei fedeli.
A Cannobio è conservata, in un prezioso reliquiario, una costola proveniente da un dipinto raffigurante la deposizione che intorno all’anno 1500, una sera di un 7 gennaio, avrebbe iniziato a sanguinare ed avrebbe emesso l’osso, tuttora conservato.
La Sacra Sindone, conservata a Torino, sarebbe il lenzuolo in cui fu avvolto il corpo di Gesù durante la sepoltura. La sua autenticità è sostenuta energicamente da alcuni e smentita con altrettanta energia da altri: la datazione eseguita con il metodo del carbonio-14 la farebbe risalire al XIV secolo, ma altri esami sembrano invece confermarla . Il sudario potrebbe essere intriso di tracce di dna sacre.
Cosa potrebbe succedere se qualcuno tentasse l’esperimento del millennio di cui la chiesa non osa nemmeno parlare?
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Solo in India, le immagini più strane
aprile 28th, 2011
Oggi andiamo in India, un viaggio molto interessante.
Ecco una serie di immagini senza commento, sarebbe inutile.



























Chiappe in mostra al passaggio dei treni!
aprile 27th, 2011
E’ l’evento annuale “Moon Over Amtrak” e si svolge nella comunità di Orange County Laguna Niguel, un rituale bizzarro della California meridionale, in cui le persone si mettono in fila esibendo il culo al passare dei treni che portano i pendolari.
E ‘iniziato con una scommessa da bar nel 1979 e ha continuato da allora.
Ted Boyne, uno degli organizzatori, dice che ben 400 persone hanno mostrato le natiche Sabato.
I politici vorrebbero far cessare questo spettacolo indecente per la moralità pubblica ma anche per l’uso eccessivo di alcol dei partecipanti, non sembra però facile.
La folla di quest’anno in contrasto con quanto viene descritto, si è comportata bene, non c’è stato alcun incidente, nessuno è stato arrestato e si sono divertiti tutti tantissimo.
L’anno prossimo ci sarà ancora più gente secondo i pronostici.
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Fenomeno sorprendente in Giappone, con il terremoto il suolo si è liquefatto
aprile 24th, 2011
Oltre allo tsunami, il terremoto dell ’11 marzo in Giappone ha causato in alcune città, un altra conseguenza geologica, il pericoloso fenomeno della ‘liquefazione del terreno’.
Immagini spettacolari delle strade, infiltrazioni d’acqua fangosa tra i ciottoli e i marciapiedi … Anche se sorprendente, queste immagini scattate in Giappone l’11 marzo, in occasione del terremoto, mostrano un fenomeno ben noto ai geologi e sismologi: la liquefazione dei terreni.
La città di Urayasu, nella prefettura di Chiba, al confine con la metropoli di Tokyo, è stata tra le più colpite dalla liquefazione del suolo a causa del forte sisma dell’11 marzo. Secondo il quotidiano giapponese Yomiuri Shimbun l’85% dei terreni si sono “liquefatti”. Altre città che hanno sofferto di questo fenomeno si trovano nella baia di Tokyo. Rispetto alla distruzione causata dallo tsunami sulla costa nord, i danni dovuti alla liquefazione dei terreni sono passati un po ‘inosservati. Su Internet, la popolarità di questi video è in crescita, tuttavia, il fenomeno non è tanto chiaro.
Secondo gli esperti, intervistati dal giapponese Yomiuri Shimbun, la liquefazione del suolo non si era mai verificata in così larga scala nella storia del paese. E ‘anche la conclusione di un team di ricercatori americani dell’Università dell’Oregon (OSU), che ha condotto una prima valutazione sul campo ed è stata sorpresa dall’estensione e dalla gravità del fenomeno.

Quando forti terremoti colpiscono un terreno sabbioso, saturo d’acqua, il suolo può anche perdere la sua forza aggregante e potrebbe non sopportare più il peso degli edifici che si trovano su di esso. Questi sono suoli con bassa densità: quindi non c’è spazio tra le particelle, e tutto lo spazio è occupato dall’acqua. Quando la pressione dell’acqua è bassa, le forze di contatto che agiscono tra le particelle sono forti abbastanza per tenere le particelle strette tra loro.
La terra ribolle
Quando per l’effetto dei terremoti nell’acqua aumenta la pressione, le particelle sono sempre meno a contatto tra loro, indebolendo la resistenza del terreno.
Un rischio elevato nella baia di Tokyo
Oltre a Niigata nel 1964, la liquefazione del suolo è stato osservata più volte in Giappone, in particolare durante il terremoto di Kobe, che ha causato oltre 5.500 morti. Un altra volta in Alaska, sempre nel 1964 durante il grande terremoto che è stato seguito da uno tsunami, o addirittura nel 1989 nel quartiere Marina di San Francisco, costruito su un terreno preparato appositamente dopo il grande terremoto del 1906, miscelazione di sabbia e detriti … Più recentemente, il terremoto che ha colpito Christchurch, Nuova Zelanda, all’inizio di quest’anno la liquefazione ha lasciato interi quartieri nel fango.
Scala senza precedenti
Secondo Scott Ashford (OSU) e colleghi, l’estensione della liquefazione, durante il terremoto dell’11 marzo, per centinaia di chilometri, è sproporzionata rispetto a quanto era già stato osservato in precedenza, tra cui il Cile e la Nuova Zelanda. Le strutture sono rimaste intatte. Anche se le tubazioni di acqua o gas hanno sofferto molto. La durata del terremoto dell ’11 marzo, circa 5 minuti, potrebbe spiegare la grandezza di liquefazione del suolo. I sedimenti recenti, in particolare le aree riempite, sono le più a rischio, ha confermato il rapporto americano.
Questo video mostra le loro osservazioni.
Gigantismo: mito o realtà?
aprile 21st, 2011Repost che non guast
Nelle mitologie di molte culture compaiono esseri dall’aspetto umano ma di incredibile statura e forza; con un termine originariamente proprio della mitologia greca, essi sono genericamente detti giganti. In molte tradizioni indoeuropee, i giganti sono creature associate all’origine stessa del cosmo, e rappresentano il caos primordiale a cui gli dèi si oppongono (questo tema per esempio ricorre sia nella mitologia greca che in quella norrena). In genere, i giganti sono rappresentati come esseri di grande forza, estremamente longevi, e spesso anche depositari di una grande conoscenza, e tuttavia immorali e distruttivi. Nel folclore, questa immagine generale si è parzialmente trasformata; i giganti di fiabe come Jack e la pianta di fagioli sono stupidi, violenti e divorano gli esseri umani (specialmente i bambini); le loro caratteristiche sono quasi del tutto sovrapposte a quelle degli orchi. Esistono infine anche caratterizzazioni atipiche, come quella di Oscar Wilde, in cui i giganti appaiono intelligenti e amichevoli.
La Bibbia cita un’antica razza chiamata nephilim (“i caduti”), spesso interpretata come razza di giganti. Anche la Genesi cita esplicitamente la presenza di giganti sulla terra, agli albori del mondo. La tradizione post-biblica considera per esempio Re Nimrod come esponente di questa razza. La Bibbia riporta anche il famoso combattimento fra David e il gigante Golia, sebbene Golia non sia descritto come un “nephilim”, ma semplicemente come un “campione di più di tre metri d’altezza”.
Nella mitologia greca, i γίγαντες erano, come ricorda Esiodo, i figli di Urano (Ουρανός) e Gea (Γαία) (ovvero, del cielo e della terra). Queste creature diedero vita a una guerra con gli dei dell’Olimpo, la Gigantomachia (Γιγαντομαχία), che ebbe termine grazie all’intervento di Ercole. Secondo i greci, alcuni giganti (per esempio Encelado) erano sepolti da allora nelle profondità della terra; i terremoti erano interpretati come sussulti di queste creature sepolte. Altre creature gigantesche della mitologia greca, i ciclopi (κύκλωπες) e i titani, sono però distinte dai gigantes.
Nelle mitologie germaniche – e in particolare in quella norrena, sulla quale si hanno maggiori informazioni – i giganti (jötnar in antico norvegese) sono fra le figure predominanti, a partire dalla stessa cosmogonia. I giganti infatti esistono da prima del mondo, che ebbe origine proprio dal corpo di un gigante, Ymir, spesso messo in relazione con Yama della mitologia indiana. Come in altre mitologie indoeuropee, i giganti della mitologia norrena rappresentano il caos ancestrale che minaccia in continuazione il mondo razionale e ordinato degli dèi (con i quali tuttavia sono imparentati in modi complessi). Molti dei mostri più terribili che abitano la terra sono giganti o progenie di giganti. La tradizione mitologica norrena prevede che nell’ora del Ragnarök, il “crepuscolo degli dèi” che porrà fine al mondo, i giganti attaccheranno la divina città di Ásgarðr, uscendo vittoriosi dallo scontro.
In molte zone d’Europa la tradizione popolare fa riferimento a giganti di varia natura, in molti casi per spiegare fenomeni naturali (come il terremoto) oppure le grandi costruzioni di civiltà antiche. Saxo Grammaticus, per esempio, cita i giganti per dar conto dei grandi monumenti che oggi sappiamo essere dovuti all’Impero Romano. Analogamente, nella mitologia basca i giganti vengono chiamati in causa per spiegare i dolmen e i menhir.
Più strettamente legate alla mitologia in senso stretto sono le numerose storie (diffuse specialmente nel Galles e in Irlanda) sul combattimento di eroi con i giganti. Queste creature appaiono anche nella letteratura bretone e nei romanzi arturiani; da qui sono giunti fino alle opere di Torquato Tasso, Ludovico Ariosto ed Edmund Spenser.
Moltissime sono anche le fiabe che trattano di giganti, dalla celebre Jack e la pianta di fagioli alla fiaba di Oscar Wilde Il gigante egoista; nel folclore, tuttavia, non è sempre possibile distinguere i giganti da figure analoghe come orchi, troll o altri mostri antropomorfi.
Il gigantismo è una malattia che comporta un’eccessiva e precoce crescita della statura corporea. Esso è causato da un’eccessiva esposizione dell’organismo all’ormone somatotropo, meglio noto come ormone della crescita, che si verifica durante l’età pre-puberale. I quadro clinico generale è sovrapponibile a quello che si riscontra nell’Acromegalia, se si eccettua la statura che solitamente, nel caso del gigantismo, eccede di molto la norma.
Solitamente, si definiscono “giganti” gli individui la cui statura è eccessivamente fuori la media, ma non sono affetti da gigantismo coloro che raggiungono un’altezza corporea molto al disopra della media grazie alla propria alimentazione e a un sano stile di vita.
Gigantismo abissale è l’espressione coniata per descrivere la tendenza di molte specie animali abissali a raggiungere una taglia molto maggiore rispetto ai loro congeneri di acque meno profonde.
Un buon esempio di questa tendenza è il calamaro gigante, lungo fino a 13 m, superato dall’ancor più grande calamaro colossale (fino a 14 m e oltre), oppure dal re d’aringhe, una sorta di anguilla lunga oltre 11 m.
Non si sa precisamente se la tendenza all’aumento di dimensioni sia un adattamento per far fronte alle scarse risorse di cibo degli abissi marini, od alla forte pressione delle alte profondità, o sia dovuto a tutt’altre ragioni.
David Attenborough, nella sua serie televisiva sugli abissi, ha ipotizzato che le grandi dimensioni di un animale abissale comporterebbero una minore dispersione di calore ed una diminuzione della necessità di un’attività costante, caratteristica dei piccoli organismi.
Uno degli organismi abissali per i quali si ha una giustificazione della grossa taglia è il verme tubolare gigante: queste creature, infatti, vivono in prossimità delle sorgenti idrotermali, che li riforniscono di grandi quantità d’energia.
Il gigantismo insulare è un fenomeno biologico che consiste nel continuo aumento di stazza di una specie animale o vegetale col passare delle generazioni, qualora questa si venga a trovare in un habitat isolato.
La taglia maggiore assicura un certo vantaggio nella lotta per la sopravvivenza (regola di Bergmann). Di solito, i grossi erbivori sono anche più lenti, ma la grossa taglia impedisce a molti predatori di cacciarli; inoltre, negli ambienti insulari, tali predatori sono spesso totalmente assenti. Quindi, il fenomeno del gigantismo insulare, più che alle scarse risorse offerte dall’isola (come il nanismo insulare) è dovuto all’assenza di fattori che inibiscano il raggiungimento di grandi dimensioni. Con l’arrivo dell’uomo e di nuovi predatori al suo seguito (cani, gatti, ratti, maiali), la maggior parte degli animali che presentavano questa caratteristica si sono estinti.
Al contrario del nanismo insulare, il gigantismo insulare conta numerosi esempi in tutte le classi animali, e non solo in mammiferi ed uccelli.
L’incredibile storia di Ota Benga il pigmeo rinchiuso in uno zoo
aprile 20th, 2011
Un secolo fa alcuni eminenti scienziati nel tentativo di giustificare la superiorità della razza “bianca” inventarono le teorie più assurde arrivando fino alla truffa come nel caso dell’Uomo di Piltdown, e organizzando l’inumana esibizione di Ota Benga nello zoo di New York.
L’uomo-scimmia di Piltdown era un montaggio tra una calotta cranica di un australiano e la mandibola di un orango. Fu riferito essere come “anello mancante” tra uomo e scimmia per 40 anni.
Nel 1904, l’antropologo William McGee concepì l’idea di uno zoo umano, che si sarebbe realizzato a St Louis, nello stato americano del Missouri. Ma a New York si raggiunse il culmine della idiozia.
Ota Benga era un pigmeo, catturato nel Congo e messo in mostra in una gabbia dello zoo di New York insieme a un orango e uno scimpanzè, come esemplare vivente del fantasioso stadio intermedio tra uomo e scimmia.
Era il 1906.
Benga morì suicida.
Insieme a Ota c’erano anche oltre 400 filippini, in una gabbia separata.
Queste teorie furono fatte proprie da Hitler e sappiamo tutti come andò a finire.
Autore Marco Frico
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I soldati tedeschi come non li avevate mai visti prima
aprile 20th, 2011
Delle truppe tedesche durante, la II guerra mondiale, è stato detto tutto e di più, abbiamo visto immagini di tutti i tipi, ma quelle che vi mostriamo oggi, sono assolutamente fuori dallo stereotipo del soldato germanico rude e spietato che tutti conosciamo.
Sono ragazzi come tutti gli altri, e come tali “giocano” nei momenti liberi.
Alcuni scatti fanno parte di collezioni private ed altri sono liberamente tratti da internet.
Scherzando e ridendo intanto facevano anche altre cose, ma si è scoperto dopo.

Tremila anni fa l’eruzione del vulcano Thera nel mare Egeo provoco’ uno tsunami
aprile 19th, 2011
Riferisce il sito geology.gsapubs.org che tremila anni fa l’eruzione del vulcano Thera nel mare Egeo provoco’ uno tsunami che investi’ il Mediterraneo orientale fino a Israele. Lo hanno scoperto archeologi americani, canadesi e israeliani che hanno scavato nell’area di Cesarea, una citta’ israeliana costiera di epoca romana e bizantina.
Ricerche simili che hanno portato alle stesse conclusioni sono state condotte dalla Haifa University, in Israele; Hunter College, a New York City; McMaster University, in Canada; e University of Hawaii.

Cesarea costruita da Erode il Grande
In base all’analisi dei sedimenti costieri, gli studiosi hanno stabilito che onde giganti si propagarono dall’epicentro dell’esplosione al litorale del Mediterraneo orientale.
Autore Marco Frico
Riproduzione riservata
Il mistero delle sardine del lago Tanganica Arrivate lì per un maremoto di inimmaginabile potenza?
aprile 9th, 2011
È il secondo lago africano per estensione, dopo il lago Vittoria, e il più profondo.
È situato all’interno di in una delle grandi fosse della Rift Valley, le cui pareti montagnose ne costituiscono i confini. Ha una forma stretta e allungata, e si estende per 673 km in direzione nord-sud con una larghezza media di 50 km. È il lago d’acqua dolce più lungo del mondo (misurando lungo la linea mediana). Copre un’area di 32.900 km², ha uno sviluppo costiero di 1.828 km, una profondità media di 570 metri, e una profondità massima di 1.470 metri. Si stima che contenga una quantità d’acqua pari a 18.900 km³, essendo quindi il secondo lago d’acqua dolce del mondo per volume dopo il Bajkal. Il bacino idrografico del lago copre una superficie di 231.000 km². Il lago ha due immissari principali: il fiume Rusizi, che entra da nord dal lago Kivu, e il fiume Malagarasi, che è il secondo fiume più grande della Tanzania, ed entra nel lago Tanganika da est. Il principale emissario è il fiume Lukuga che a sua volta riversa le sue acque nel fiume Congo. L’enorme profondità e la posizione tropicale del lago impediscono un ricambio dell’acqua, facendo sì che la parte più profonda del lago consista principalmente di acqua anossica, cioè priva di ossigeno.
Il lago fu scoperto per la prima volta dagli europei nel 1858 grazie agli esploratori Richard Burton e John Speke, che lo scoprirono durante una spedizione finalizzata alla scoperta della sorgente del Nilo. Speke continuò la spedizione per poi effettivamente trovare la sorgente, il lago Vittoria.
Il lago ospita almeno 300 specie di pesci della famiglia dei ciclidi e altre 150 specie non-ciclidi, la maggior parte delle quali vive vicino al fondo del lago (zona bentonica).
Tuttavia, la più grande biomassa di pesce vive al largo (zona pelagica), ed è dominata da sei specie, due della famiglia delle sardine e quattro della famiglia dei Lates (specie simili al persico del Nilo). Il 98% delle specie di ciclidi del Tanganica sono endemiche del lago. Questo alto tasso di endemismo lo si ritrova anche in numerose specie di invertebrati, specialmente molluschi, granchi, sanguisughe, etc.
Com’è possibile trovare pesci di mare, come le sardine, in un lago di acqua dolce? La prima teoria parlava di una passata connessione del Tanganica con l’Oceano Indiano, ipotesi però scartata in quanto indagini geologiche hanno escluso che il lago fosse direttamente collegato al mare. Il mistero è rimasto tale fino ad uno studio di Tony Wilson dell’Università di Zurigo, che ipotizza la presenza della fauna oceanica come conseguenza di un inimmaginabile maremoto avvenuto nell’Africa orientale tra Eocene ed Oligocene.
Wilson e i suoi colleghi svizzeri hanno sequenziato il Dna di un’aringa del Tanganica e la storia dei geni di quel pesce indica la sua comparsa nel lago fra i 50 e i 25 milioni di anni fa, contemporaneamente a un’immensa massa d’acqua che avrebbe inondato gran parte dell’Africa orientale. Causa di questa inondazione non potrebbe che essere un maremoto globale, in grado di squassare l’intero pianeta. Ma cosa causò questo cataclisma?
Escludendo un impatto meteorico, impossibile da avvenire in quanto statisticamente troppo vicino alla presunta estinzione dei Dinosauri, potrebbe essere stato un terremoto di inimmaginabile potenza a colpire con uno tsunami l’Africa per migliaia di km al suo interno. Se è così, qual è la vera potenza tellurica del nostro pianeta?
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In Costa d’Avorio mangiano i gatti al ristorante
aprile 6th, 2011Sono molti i clienti de Le Zoo Chez Felix, un ristorante a Abidjan, in Costa d’Avorio.
Come potete vedere nelle foto, il cibo che si serve qui è molto diverso da quello che mangiano in occidente normalmente.
Dicono che si tratta di carne di animali selvatici, e di carne di animali selvatici sostanzialmente si tratta e apparentemente è un elemento tradizionale della loro dieta.
Noi però non capiamo come i gatti possono essere classificati come animali selvatici.
Nel menu di carne di animali selvatici ci sono piccoli di coccodrillo, serpenti, roditori di diverse specie e anche grandi scimmie.
In realtà la situazione è piuttosto disperata sul continente nero, la cucina bushmeat sta diventando molto popolare nella Costa d’Avorio a ovest, ma nache in Kenya e Guinea, a est, cosa che sta portando all’estinzione di diverse specie.

Autore Marco Frico
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Non vogliamo gli immigrati, perche’ …..
marzo 30th, 2011Repost repetita iuvant
“Non amano l’acqua, molti di loro puzzano perché tengono lo stesso vestito per molte settimane.
Si costruiscono baracche di legno ed alluminio nelle periferie delle città dove vivono, vicini gli uni agli altri.
Quando riescono ad avvicinarsi al centro affittano a caro prezzo appartamenti fatiscenti.
Si presentano di solito in due e cercano una stanza con uso di cucina. Dopo pochi giorni diventano quattro, sei, dieci.
Tra loro parlano lingue a noi incomprensibili, probabilmente antichi dialetti.
Molti bambini vengono utilizzati per chiedere l’elemosina ma sovente davanti alle chiese donne vestite di scuro e uomini quasi sempre anziani invocano pietà, con toni lamentosi e petulanti.
Fanno molti figli che faticano a mantenere e sono assai uniti tra di loro.
Dicono che siano dediti al furto e, se ostacolati, violenti. Le nostre donne li evitano non solo perché poco attraenti e selvatici ma perché si è diffusa la voce di alcuni stupri consumati dopo agguati in strade periferiche quando le donne tornano dal lavoro.
I nostri governanti hanno aperto troppo gli ingressi alle frontiere ma, soprattutto, non hanno saputo selezionare tra coloro che entrano nel nostro paese per lavorare e quelli che pensano di vivere di espedienti o, addirittura, attività criminali”.
La relazione così prosegue: “Propongo che si privilegino i veneti e i lombardi, tardi di comprendonio e ignoranti ma disposti più di altri a lavorare. Si adattano ad abitazioni che gli americani rifiutano pur che le famiglie rimangano unite e non contestano il salario. Gli altri, quelli ai quali è riferita gran parte di questa prima relazione, provengono dal sud dell’Italia. Vi invito a controllare i documenti di provenienza e a rimpatriare i più.
La nostra sicurezza deve essere la prima preoccupazione”. Il testo è tratto da una relazione dell’Ispettorato per l’Immigrazione del Congresso americano sugli immigrati italiani negli Stati Uniti, Ottobre 1912.
Qualcuno pensava che si parlasse del “presente”?
Prima stesura dell’articolo 10/05/2009
Un agente “Spiderman” cinese salva bimba gettata dalla finestra
marzo 29th, 2011
Finestra all’ottavo piano di una casa a Chengdu, nella provincia cinese di Sichuan. Uno squilibrato minaccia l’intenzione di volersi suicidare e di voler lasciar cadere la figlia nel vuoto. Due agenti della polizia riescono però a sventare la tragedia. Uno ha distratto l’uomo, dall’interno della casa, mentre l’altro è riuscito a strappargli la piccola dalle mani. L’autore del gesto è stato poi arrestato ed è risultato positivo al test sulla droga.
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A ruba su Internet il ‘fungo magico’ della virilità contro impotenza e vecchiaia
febbraio 13th, 2011
Per metà larva e metà fungo, il ‘Cordyceps Sinensis’ brucia grassi e dona energia. Molti usano il ‘viagra himalayano’ per dimagrire o come antidepressivo
Per passione o per salute, metti un fungo magico a Capodanno. Infatti, vuoi per la voglia di iniziare il nuovo anno piu’ tonici, vuoi per dimostrare al proprio partner che il rosso della notte di San Silvestro nasconde anche passione, su internet va a ruba il ‘Cordyceps sinensis’, il fungo della virilità. Un regalo che tanti italiani si stanno facendo in questo periodo di feste, tanto che la scoperta delle sue proprieta’ e’ gia’ moda anche nel Belpaese.
Per metà larva e metà fungo, ‘l’oro dell’Himalaya’ cresce nelle praterie alpine dell’altopiano tibetano dai 3.000 ai 6.000 metri (Cina, Nepal, Bhutan e India) e dura circa sei settimane, dopo il disgelo, a partire dai primi giorni di aprile alle quote piu’ basse intorno ai 3.000 metri e fino a luglio alle quote piu’ elevate. E’ il parassita delle larve di piccole falene bianche, una trentina di specie, del genere Thitarodes (Hepialus).
I ‘vermi che d’estate diventano erba’, come dicono i cacciatori del fungo-bruco nella provincia del Qinghai, furono scoperti molti secoli fa dai cinesi. La leggenda vuole che le pecore che brucavano in zone di Cordyceps fossero piu’ forti e sane. Da qui lo studio e l’applicazione del poco appariscente ma prezioso fungo che procura energia, previene l’invecchiamento e rafforza il sistema immunitario.
L’ambito vegetale del Tibet, conosciuto in Cina come il ‘fungo del bruco’ e’ venduto in Italia soprattutto via internet o in erboristerie specializzate. Reclamizzato come una vera panacea: si va dalle prestazioni atletiche al recupero degli alcoolisti, dalle emorroidi all’impotenza, dalla cura dei polmoni a quella dell’umore. Il prezzo degli estratti varia dai 19 ai 50 euro e in genere si consiglia l’assunzione di 2-3 capsule al giorno.
Per molti lo ‘yartsa gunbu’, che in nepalese significa proprio ‘verme invernale dei prati estivi’, oltre che a curare i bronchi e’ soprattutto un afrodisiaco naturale, tanto da essere ribattezzato il ‘viagra himalayano’, non di rado venduto in cassettine di legno pregiato. A detta di molti, a differenza dell’effetto ‘usa e consuma’ della ormai classica pillola blu, il ‘fungo del bruco’ promette un miglioramento graduale e stabile della vita sessuale.
Il segreto di questa antica radice sta nel riuscire a bilanciare perfettamente i linfociti Th1 e Th2, importanti per la risposta immunitaria dell’organismo. Si ritiene che il fungo chimerico sia capace di migliorare anche le performance atletiche, aumentando la gittata sistolica. E sono in molti a usarlo anche per dimagrire. I principi attivi sono il cordycepiacido ed ergosterolo: l’azione di entrambi questi componenti ha effetti positivi sul sistema immunitario e sulla sfera sessuale. Tali composti ossigenano inoltre i tessuti, conferendo vitalità. Stimolando il metabolismo, favorisce lo smaltimento dell’adipe.
Il Cordyceps sinensis ha anche la proprieta’ di abbassare la glicemia e contiene buone dosi di vitamina B12 e di antiossidanti. E se non dovesse ancora bastare, non pochi siti spiegano che il fungo delle meraviglie oltre a migliorare la tolleranza al freddo ha anche un’azione antidepressiva. Due cose che soprattutto a Capodanno servono.
Gli incidenti stradali ed il loro risarcimento
gennaio 27th, 2011Repost utile
Nel 2007 (ultimi dati ISTAT) si sono verificati, nel nostro Paese, 230.871 incidenti stradali, che hanno provocato la morte di 5.131 persone, mentre altre 325.850 hanno riportato lesioni più o meno gravi. Questo bilancio, decisamente pesante anche se inferiore a quello registrato nel 2006, anno rispetto al quale si è avuta una diminuzione sia del numero degli incidenti (-3,0%) che del numero di morti (-9,5%) e dei feriti (-2,1%), non tiene conto dei sinistri con danni solo alle cose, per cui si può dire che, nel corso di una vita, non vi sia persona che non debba fare i conti con un sinistro stradale. Questo dossier e quello sul risarcimento del danno sono stati studiati per fornire indicazioni che possano tornare utili sia in occasione di un incidente che in un secondo momento, quando si tratti di pervenire al risarcimento dei danni prodotti da questa “guerra” che non conosce soste. Gli articoli citati, salvo diversa indicazione, sono quelli del nuovo codice della strada.
Com’è regolata la responsabilità in caso d’incidente stradale?
Il secondo comma dell’art. 2054 c.c. (codice civile) dispone che, nel caso di scontro fra veicoli, si presume, fino a prova contraria, che ciascun conducente abbia concorso ugualmente a produrre il danno, ossia che la responsabilità sia di entrambi i conducenti al 50%; di conseguenza, chi non vuole essere chiamato a risarcire il danno deve dimostrare che il sinistro è stato provocato dall’altro o dagli altri conducenti. La Corte Costituzionale, con sentenza n. 205 del 29/12/1972, ha dichiarato l’illegittimità di questa disposizione nella parte in cui esclude che la presunzione di uguale concorso dei conducenti operi anche se uno dei veicoli non ha riportato danni.
La presunzione di colpa al 50% si applica anche se uno dei due veicoli è una bicicletta?
Sì (Trib. Bari 11/11/1991).
E se la bicicletta è condotta a mano?
In tal caso non può parlarsi di “scontro di veicoli”, e quindi non trova applicazione la presunzione di colpa prevista dal secondo comma dell’art. 2054 c.c., poiché il pedone che conduca a mano la bicicletta non può essere considerato “conducente” di questa (Cass. 7/1/1991).
La presunzione di colpa al 50% si applica anche se l’urto avviene tra un veicolo in movimento e un veicolo fermo?
È scontro qualsiasi urto o collisione che avvenga tra due veicoli, anche se uno è fermo e l’altro è in movimento; pertanto in tale ipotesi è applicabile la presunzione di colpa concorrente stabilita dal secondo comma dell’art. 2054 c.c. (Cass. 15/10/1997, n. 10110).
Può essere chiamato a rispondere a titolo di concorso di colpa chi abbia lasciato l’auto in sosta in modo da provocare un incidente?
Nell’ampia nozione di circolazione stradale sono compresi non soltanto i veicoli in moto, ma anche quelli in sosta momentanea su strada o altra area pubblica; pertanto sussiste la presunzione di responsabilità sancita dall’art. 2054 c.c. ogniqualvolta il conducente non adotti tutti gli accorgimenti necessari ad evitare danni ai terzi; come nel caso in cui occupi una zona in divieto di fermata, ponendo in essere una situazione di pericolo (Giudice di Pace – Perugia 28/5/1996).
Se l’incidente avviene in un’area privata le norme del codice della strada trovano applicazione?
Sì; la Cassazione, infatti (sentenza del 15/10/1984), ha fra l’altro stabilito che, in caso d’incidente stradale prodotto dalla circolazione in area privata, qualora dallo stesso derivi la morte di una persona, risponde di omicidio colposo chi non osservi le norme di prudenza e diligenza che il codice della strada prescrive per la circolazione su aree pubbliche o di fatto soggette all’uso pubblico, poiché è identica la situazione materiale di pericolo derivante dalla predetta circolazione; di conseguenza gli utenti dell’area privata hanno il diritto di attendersi dai conducenti dei veicoli a motore un comportamento di osservanza delle norme del codice della strada anche quando questi ultimi si trovino a circolare in detta area.
Come ci si deve comportare in caso d’incidente stradale?
L’utente della strada, in caso d’incidente comunque ricollegabile al suo comportamento, ha l’obbligo di fermarsi e prestare soccorso a coloro che abbiano eventualmente subìto danni alla persona (art. 189, comma 1): ciò anche allo scopo di consentire la pronta identificazione delle persone coinvolte nell’incidente e l’esatta ricostruzione della dinamica del sinistro, anche attraverso l’esame delle tracce lasciate sul veicolo e dal veicolo (Cass. 16/10/2002, n. 40943).
Le persone coinvolte devono porre in atto ogni misura idonea a salvaguardare la sicurezza della circolazione e, compatibilmente con tale esigenza, adoperarsi affinché non venga modificato lo stato dei luoghi e non vengano disperse le tracce utili per l’accertamento delle responsabilità (art. 189, comma 2). Se dall’incidente sono derivati danni soltanto alle cose (artt, 189, comma 3, e 161), i conducenti ed ogni altro utente coinvolto nel sinistro devono, ove possibile, evitare intralcio alla circolazione, provvedendo a spingendo i veicoli fuori della carreggiata, o, se ciò non sia possibile, sul margine destro di essa e parallelamente al suo asse. Inoltre, chi non abbia potuto evitare la caduta o lo spargimento di materie viscide (per es. olio), infiammabili (per es. benzina) o comunque atte a creare pericolo o intralcio alla circolazione (per es. vetri e altre parti di veicolo, oggetti contenuti nello stesso), deve immediatamente adottare le cautele necessarie per rendere sicura la circolazione e libero il transito. L’utente, se l’incidente è avvenuto fuori del centro abitato, deve indossare (anche di giorno se la visibilità dei mezzi coinvolti lo esige) il giubbetto o le bretelle retroriflettenti e segnalare il pericolo posizionando il triangolo o altro idoneo segnale, ed avvisare l’ente proprietario della strada o un organo di polizia. I conducenti devono, infine, fornire le proprie generalità e le altre informazioni utili, anche ai fini risarcitori, alle persone danneggiate, o, se queste non sono presenti (situazione riscontrabile soprattutto nei danni provocati da manovre di parcheggio), comunicare loro nei modi possibili gli elementi sopra indicati. Chi non adempie ai suddetti obblighi incorre nella sanzione amministrativa da 74 a 299 euro (art. 189, commi 3 e 9). Se poi vi sono dei testimoni che hanno assistito al fatto, è bene prendere generalità e indirizzo, anche perché in un’eventuale causa di risarcimento, qualora vi fosse discordanza fra la ricostruzione del sinistro effettuata dall’Autorità intervenuta sul posto e quella operata dai testimoni, prevarrebbe quest’ultima, in quanto proveniente da chi ha assistito al fatto e non, come quella, frutto di deduzioni (Trib. Roma 9/6/2003, n. 19068).
Dopo i rilievi del caso è opportuno provvedere al trasferimento del veicolo incidentato in un luogo custodito; infatti l’eventuale maggior danno riconducibile all’incuria dell’interessato (per es. abbandono del mezzo sul ciglio della strada e conseguente asporto di pezzi da parte di “sciacalli”) non viene risarcito dall’assicurazione, mentre vengono rimborsate le eventuali spese occorse al ricovero del veicolo (per es. intervento del carro-attrezzi), spese che devono però essere idoneamente documentate. L’assicurato, infine, entro 3 giorni da quello in cui il sinistro si è verificato o ne ha avuto conoscenza, deve denunciare il sinistro al proprio assicuratore (art. 1913, comma 1, c.c.), servendosi del cosiddetto modulo blu, così chiamato dal colore (la denominazione tecnica è “Constatazione amichevole di incidente – Denuncia di sinistro”).
Come si configura il reato di omissione di soccorso in materia di circolazione stradale?
È responsabile del reato di omissione di soccorso (art. 593 c.p. – codice penale) chi, accortosi della presenza di un corpo umano che sia o sembri inanimato, oppure di una persona ferita o altrimenti in pericolo, omette di prestare l’assistenza occorrente o di darne immediato avviso all’Autorità (il reato non sussiste se sul posto vi sia già chi sta provvedendo in tal senso). Si punisce con la reclusione fino a 1 anno o con la multa fino a 2.500 euro.
Il reato è stato ravvisato da Cass. 14/12/2004, n. 3397, nel comportamento di due utenti della strada che, imbattutisi in un motociclista vittima di un incidente e rimasto infortunato, si erano limitati ad avvisare telefonicamente la Polizia e le autorità sanitarie, allontanandosi dal luogo del sinistro quando la vittima era ancora in vita, omettendo quindi di presidiare il luogo per evitare che altre vetture potessero investire l’infortunato.
Diversa è, invece, la posizione di chi abbia concorso a provocare un incidente con danno alle persone: se, infatti, non ottempera all’obbligo di fermarsi, è punito con la reclusione da 6 mesi a 3 anni, cui consegue la sospensione della patente di guida da 1 a 3 anni (art. 189, comma 6); inoltre è passibile di arresto e di una serie di altre misure restrittive (per es. divieto di espatrio, obbligo di dimora) se entro le 24 ore successive al fatto non si mette a disposizione degli organi di polizia giudiziaria. Se invece non ottempera all’obbligo di prestare l’assistenza occorrente alle persone ferite incorre nella reclusione da 1 a 3 anni e nella sospensione della patente di guida per un periodo non inferiore a 1 anno e 6 mesi e non superiore a 5 anni (art. 189, comma 7). Infine, il conducente che si sia dato alla fuga è passibile di arresto, mentre se si ferma e presta assistenza a coloro che hanno subìto danni alla persona, quando dall’incidente derivi il reato di omicidio colposo o di lesioni personali colpose, mettendosi immediatamante a disposizione degli organi di polizia giudiziaria, non è soggetto all’arresto stabilito per il caso di flagranza di reato (art. 189, comma 8). La Cassazione (sentenza del 2/12/1994) ha però stabilito che il reato di omissione di soccorso in caso d’investimento non sussiste allorché l’investito non riporti alcuna lesione o quando la necessaria assistenza sia stata prestata da altri, oppure l’investitore ne deleghi ad altri il compito; poiché, però, tali fatti devono essere accertati prima che l’investitore si allontani dal luogo dell’incidente, la contravvenzione è configurabile tutte le volte che questi non si fermi e si dia alla fuga, a nulla rilevando che in concreto l’assistenza sia stata prestata da altri, se l’investitore ignora la circostanza perché fuggito.
A quali conseguenze va incontro chi, in caso d’incidente con danno soltanto alle cose, riconducibile al proprio comportamento, non si ferma?
Incorre nella sanzione amministrativa da 272 a 1.088 euro. Se però dal fatto deriva ai veicoli coinvolti un danno tale da richiederne la revisione, si applica anche la sospensione della patente di guida da 15 giorni a 2 mesi (art. 189, comma 5).
Se l’altro conducente, che magari teme il ritiro della patente, pur di non far intervenire polizia o carabinieri si dichiara disposto a firmare una dichiarazione con la quale assume su di sé ogni responsabilità, è consigliabile aderire alla proposta?
Anche in questo caso è opportuno far intervenire sul luogo del sinistro Polizia o Carabinieri, o quanto meno prendere generalità e indirizzo di eventuali testimoni che hanno assistito all’incidente; infatti, specialmente se non vi sono testimoni, la persona che ha provocato l’incidente potrebbe ritrattare la dichiarazione, anche se messa per iscritto, e siccome quella che conta è la ricostruzione della dinamica del sinistro, si rischia di rimettere in discussione tutto, con la conseguenza di doversi accollare il proprio 50% di responsabilità, come previsto dal secondo comma dell’art. 2054 c.c.
E se l’altro conducente si dichiara disponibile ad assumersi la responsabilità del sinistro firmando il modulo blu?
Se il modulo è firmato da entrambi i conducenti coinvolti nel sinistro si presume, salvo prova contraria da parte dell’assicuratore (presunzione cosiddetta iuris tantum), che il sinistro si sia verificato nelle circostanze, con le modalità e con le conseguente risultanti dal modulo stesso (art. 143, comma 2, c.a. – codice delle assicurazioni private). La Cassazione, prima che entrasse in vigore questa norma, con sentenza n. 9548 dell’1/7/2002 aveva stabilito che, se il modulo era completo in ogni sua parte, datato e sottoscritto da entrambi i conducenti, valeva come confessione stragiudiziale resa alla parte e produceva gli stessi effetti della confessione giudiziale, formando piena prova dei fatti confessati, con esclusione della possibilità di provare il contrario (Cass. 1/7/2002, n. 9548).
Come ci si deve comportare se si viene chiamati a testimoniare per aver assistito a un incidente?
In primo luogo occorre presentarsi davanti al giudice nel giorno e nell’ora stabiliti; in caso contrario, infatti, e sempre che non vi sia una causa di legittimo impedimento (da documentare debitamente: si pensi a una malattia), il giudice può ordinare una nuova intimazione o disporre l’accompagnamento a mezzo della forza pubblica, e condannare il testimone ad una pena pecuniaria compresa fra 100 e 1.000 euro (da 200 a 1.000 euro se il teste non compare senza giustificato motivo dopo una seconda intimazione, primo comma art. 255 c.p.c., come modificato dalla L. 18/6/2009, n. 69).
Quanto alla deposizione, che avviene dopo aver dichiarato “mi impegno” al termine della formula di rito letta dal magistrato, occorre naturalmente dire tutta la verità e non essere reticenti (ossia non si devono tacere circostanze di cui si è a conoscenza), pena la denuncia per falsa testimonianza. Se il testimone non vi rinuncia il giudice gli deve liquidare un’indennità, a carico della parte che ha chiesto la testimonianza.
Com’è regolata la responsabilità del conducente nel caso di trasporto di parenti, amici, autostoppisti?
In tale ipotesi (trasporto a titolo di cortesia) la responsabilità è di tipo extracontrattuale, ossia prescinde dall’esistenza di un preesistente contratto tra vettore e passeggero (sia esso a titolo oneroso o a titolo gratuito), per rifarsi al principio generale per il quale nessuno deve arrecare un ingiusto danno agli altri, pena l’obbligo di risarcirlo (art. 2043 c.c.): ci muoviamo infatti nella sfera della cortesia, dell’amicizia, e non in quella giuridica, per cui verificandosi l’incidente è il passeggero che, per ottenere il risarcimento del danno, dovrebbe dimostrare il collegamento tra il sinistro e il comportamento del vettore. Diciamo dovrebbe perché la Cassazione (sentenza n. 19144 del 29/9/2005) ha stabilito che la presunzione di responsabilità del conducente del veicolo, ex primo comma art. 2054 c.c., si applica anche nell’ipotesi in cui la vittima sia un passeggero trasportato a titolo di cortesia, per cui è il conducente che, se vuole esimersi dal risarcire il danno, deve provare di aver fatto tutto il possibile per evitarlo.
Se un lavoratore subisce un incidente stradale a causa dello stress lavorativo ha diritto al risarcimento del danno da parte del datore di lavoro?
Sì, purché dimostri la stretta relazione tra l’attività lavorativa prestata e lo stress subìto (Cass. 7/6/2007, n. 13309).
Se, a causa dell’incidente, un ragazzo perde l’anno scolastico, questo tipo di danno è risarcibile?
Sì (Cass. 20/2/2007, n. 3949).
Se il proprietario del veicolo siede a fianco del conducente, in caso d’incidente provocato da quest’ultimo in concorso di colpa con un terzo viene risarcito integralmente?
Il proprietario del veicolo, che se non avesse questa qualifica avrebbe diritto all’intero risarcimento, con conducente e terzo responsabili solidalmente nei suoi confronti, in tale ipotesi ha diritto soltanto alla quota di risarcimento riconducibile alla responsabilità del terzo, poiché del danno derivante dal comportamento del conducente del veicolo di cui è proprietario è lui a rispondere (Cass. 25/11/2008, n. 28062).
Come vengono punite le lesioni personali colpose provocate in violazione delle norme sulla circolazione stradale?
Va premesso che per lesione colposa s’intende quella provocata non intenzionalmente ma per negligenza, imprudenza, imperizia e simili, come avviene appunto nella quasi totalità degli incidenti stradali, essendo caso raro che qualcuno, intenzionalmente, voglia causare ad altri una lesione in queste circostanze. La lesione personale colposa tout-court può essere lievissima e lieve: la prima è quella dalla quale deriva una malattia di durata non superiore a 20 giorni senza che concorra alcuna delle circostanze aggravanti previste dalla legge (per es. indebolimento permanente di un senso o di un organo); la lesione lieve, invece, si ha quando la durata della malattia supera i 20 giorni ma non i 40. La lesione grave si ha quando la malattia supera i 40 giorni o si verifica taluna delle circostanze aggravanti previste dalla legge: per es. indebolimento permanente di un senso o di un organo. La lesione gravissima, infine, si ha quando si verifica taluna delle altre circostanze aggravanti previste dalla legge: per es. perdita di un senso o di un arto, sfregio permanente al viso (art. 582 e segg. c.p.).
La lesione lieve o lievissima viene punita con la multa da 258 a 2.582 euro. La lesione grave viene punita con la reclusione da 3 mesi a 1 anno o con la multa da 500 a 2.000 euro, mentre la lesione gravissima viene punita con la reclusione da 1 a 3 anni. Se però la lesione è causata, sempre nell’ambito della violazione delle norme sulla circolazione stradale, da soggetto in stato di ebbrezza alcolica o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti o psicotrope, si applica la reclusione da 1 anno e 6 mesi a 4 anni
Se poi le lesioni vengono prodotte a più persone si applica la pena che dovrebbe infliggersi per la più grave delle violazioni commesse, aumentata fino al triplo, ma la reclusione non può superare i 5 anni (art. 590 c.p.). Alla lesione personale colposa fa seguito anche la sospensione della patente da 15 giorni a 3 mesi (fino a 2 anni in caso di lesione grave o gravissima). Se poi il fatto è commesso da soggetto in stato di ebbrezza alcolica nei cui confronti sia stato accertato un valore corrispondente a un tasso alcolemico superiore a 1,5 grammi per litro g/l), o da soggetto sotto l’effetto di sostanze stupefacenti o psicotrope, ai applica anche la revoca della patente. Si punisce a querela.
Come viene punito l’omicidio colposo?
L’omicidio colposo commesso in violazione delle norme sulla circolazione stradale viene punito con la reclusione da 2 a 5 anni. Nel caso, però, di morte di più persone o di morte di una o più persone e di lesioni di una o più persone, si applica la pena che dovrebbe infliggersi per la più grave delle violazioni commesse, aumentata fino al triplo, ma la reclusione non può superare i 12 anni (art. 589, commi 2 e 3, c.p.).
L’omicidio, infine, commesso, sempre in violazione delle norme sulla disciplina della circolazione stradale, da soggetto in stato di ebbrezza alcolica o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti o psicotrope, è punito con la reclusione da 3 a 10 anni.
Quali conseguenze derivano dall’aver provocato, a causa dell’incidente, una lesione personale o addirittura la morte?
Se dalla violazione di una norma del codice stradale derivano danni alle persone, il giudice applica, con la sentenza di condanna, le sanzioni amministrative pecuniarie previste, nonché le sanzioni amministrative accessorie della sospensione o della revoca della patente. In particolare, quando dal fatto derivi una lesione personale colposa, la sospensione della patente è da 15 giorni a 3 mesi. Se invece dal fatto deriva una lesione personale colposa grave o gravissima, la sospensione della patente è fino a 2 anni. Nel caso di omicidio colposo, infine, la sospensione è fino a 4 anni. Quanto alla revoca della patente, il giudice può applicarla nell’ipotesi di recidiva reiterata specifica verificatasi entro il periodo di 5 anni a decorrere dalla data della condanna definitiva per la prima violazione (art. 222). Si ha recidiva reiterata specifica quando una persona, già dichiarata recidiva per aver nuovamente violato la legge penale dopo una prima condanna, commette un altro reato del tipo per il quale era stato condannato in precedenza.
Se il fatto è commesso da soggetto nei cui confronti sia stato accertato un valore corrispondente a un tasso alcolemico superiore a 1,5 grammi per litro g/l), o da soggetto sotto l’effetto di sostanze stupefacenti o psicotrope, in caso di lesione grave si applica la reclusione da 6 mesi a 2 anni, mentre in caso di lesione gravissima si applica la reclusione da 1 anno e 6 mesi a 4 anni (art. 590 c.p.). Se si provoca la morte di una persona s’incorre nella reclusione da 2 a 7 anni. Se però la morte è provocata guidando nelle condizioni di cui sopra, la reclusione va da 3 a 10 anni. Nel caso di morte di più persone, o di morte di una o più persone e di lesioni di una o più persone, si applica la pena che dovrebbe infliggersi per la più grave delle violazioni commesse, aumentate fino al triplo, ma la pena non può superare i 15 anni (art. 589 c.p.).
Il risarcimento del danno da circolazione stradale
Una fase successiva al verificarsi di un sinistro stradale è quella del risarcimento del danno. Nel dossier passiamo in rassegna, sempre sotto forma di domande e risposte, i casi più ricorrenti ed i passaggi che consentono di pervenire alla quantificazione del danno e al conseguimento del dovuto da parte dell’avente diritto.
Cosa si deve fare per ottenere il risarcimento dei danni derivanti da un incidente stradale?
Il conducente del veicolo coinvolto nell’incidente o, se diverso, il proprietario, deve denunciare il sinistro alla propria assicurazione, entro 3 giorni da quello in cui si è verificato o ne ha avuto conoscenza, avvalendosi del modulo blu, che può anche essere spedito, nello stesso termine, mediante raccomandata con avviso di ricevimento (nel qual caso fa fede la data del timbro postale). Il soggetto di cui sopra, inoltre, se non ricorrono le condizioni per potersi far luogo al risarcimento diretto deve presentare una richiesta di risarcimento al danneggiante e all’Ufficio sinistri della sua assicurazione, corredata del modulo. E’ comunque consigliabile rivolgersi a un avvocato, tanto più che la relativa parcella viene pagata in tutto o in parte dall’assicurazione (diciamo in parte perché in alcuni casi l’importo offerto dall’assicurazione al legale non copre il compenso per l’attività da questi espletata). L’eventuale azione giudiziaria finalizzata all’ottenimento del risarcimento del danno, però, non può essere iniziata prima che siano trascorsi 60 giorni dal ricevimento della raccomandata da parte dei destinatari (90 giorni nel caso di danno alla persona, (art. 145, comma 1, c.a.); il mancato rispetto del termine è rilevabile d’ufficio in ogni stato e grado del processo. Litisconsorte necessario nel giudizio promosso con azione diretta nei confronti dell’assicuratore è unicamente il proprietario del veicolo assicurato, non anche il conducente (Cass. 13/4/2007, n. 8825). La L. 18/6/2009, n. 69 (Gazzetta Ufficiale n. 140 del 19/6/2009, supplemento ordinario n. 95) ha abrogato l’art. 3 della L. 21/2/2006, n. 102, per cui alle cause relative al risarcimento dei danni per morte o lesioni, conseguenti ad incidenti stradali, non si applicheranno più le norme per le controversie in materia di lavoro ma il rito ordinario. Alle controversie pendenti alla data di entrata in vigore della riforma continuerà ad applicarsi il rito del lavoro; questa norma transitoria, però, non sarà applicabile ai giudizi introdotti con il rito ordinario, per i quali alla data di entrata in vigore della riforma non sia ancora stata disposta la modifica del rito ai sensi dell’art. 426 c.p.c.
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Cina Opere d’arte fatte con i piedi
gennaio 16th, 2011
“È fatto con i piedi” non è proprio un complimento per un lavoro. Eppure c’è chi con i piedi riesce a realizzare opere d’arte. Come Xi Fu, artista di strada (qui in un momento di relax) che grazie ai suoi “pollicioni” si guadagna da vivere.
Dalla nascita, il trentenne di Pechino, infatti, soffre di gravi problemi alle mani e per esprimere la sua vena artistica, ma anche per bere e mangiare, ha imparato usare i piedi.
Ogni giorno negli angoli più affollati della sua città stupisce i passanti, dipingendo con il pennello stretto tra gli alluci. Pare che in un mese riesca a guadagnare anche 3.000 yuan (circa 340 euro), più di un impiegato. Gli occupati negli uffici, infatti, secondo le recenti statistiche del governo guadagnano in media circa 248 euro al mese.
Cioccolata ai cani è veleno Cibi proibiti e non nella dieta del cane del gatto
gennaio 16th, 2011Repost utile
Che cosa dare da mangiare al cane

La consapevolezza che una corretta alimentazione è alla base della salute e del benessere dei nostri animali domestici, è ormai radicata tra i veterinari e sta prendendo piede anche tra i proprietari.
Non dimentichiamo che una scorretta alimentazione può portare gravissimi danni all’organismo causando seri problemi metabolici di lunga e a volte difficile soluzione, primo fra tutti l’obesità e le patologie ad essa correlate.
I cani, si sa, sono sempre affamati ma è importante offrire loro una dieta corretta e senza esagerazioni, nonostante le loro pressanti richieste…
La dieta deve tener conto dell’età, dell’attività fisica e dello stato dell’animale (gravidanza, allattamento). Inoltre alcune patologie cliniche come ad esempio il diabete, o l’insufficienza renale, epatica, richiedono un’alimentazione specifica.
I proprietari di pet possono scegliere tra un’alimentazione casalinga e una a base di prodotti preconfezionati. In commercio esistono mangimi secchi e umidi di ottima qualità, bilanciati e studiati apposta per il fabbisogno energetico di ciascun soggetto.
Anche se recentemente il mercato del pet-food è stato travolto da un brutto scandalo: lo scorso settembre l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Piemonte ha riscontrato, infatti, la presenza di una resina nociva, la melammina (o melamina), in alcune scatole di cibo per cani e gatti.
Già nel 2006 negli Usa erano state trovate nei prodotti per animali farine di mais e frumento contaminate (importate dalla Cina), fenomeno che causò allora la morte di quasi 2000 gatti e altrettanti cani.
In Italia per fortuna la situazione è sotto controllo e il primo ottobre di questo anno l’IZS del Piemonte ha confermato che le scatolette di cibo per cani e per gatti sono sicure; anche nei prodotti sospetti sono state rilevate solo quantità minime, tali da non essere dannose per gli animali.
Sicuramente, comunque, questo scandalo ha creato dubbie e sfiducia nei confronti dei mangimi confezionati e molti proprietari di pet potrebbero preferire l’uso di una dieta casalinga.
L’importante è tenere conto di alcune cose: una dieta equilibrata per il nostro amico Fido deve comprendere non solo proteine (la cui fonte principale è rappresentata dalla carne), ma anche carboidrati (sotto forma di riso, pasta, pane secco, verdure), grassi, vitamine e minerali nelle giuste proporzioni.
È assolutamente da evitare l’utilizzo di avanzi della nostra tavola che forniscono alterati apporti di grassi e alimenti nocivi per il cane. Evitare anche cibi troppo freddi o troppo caldi che potrebbero causare problemi gastrointestinali.
Il quantitativo da somministrare è altrettanto importante; il fabbisogno energetico di mantenimento si può calcolare in kilocalorie x chilogrammo di peso dell’animale al giorno, moltiplicato per eventuali fabbisogni energetici specifici (come la gravidanza, l’allattamento, l’inattività, la prolungata attività fisica, le malattie e le condizioni climatiche particolari). Semplificando si parla generalmente di 50 kilokalorie/kg al giorno per cani di taglia grande e fino a 90 kilokalorie/kg al giorno per quelli di taglia piccola in condizioni di normale mantenimento.
Ad esempio un cane di 20 kg con una vita sedentaria ha un fabbisogno di circa 650 kcal al giorno, mentre lo stesso soggetto con un’attività fisica intensa avrà bisogno di 1200 kcal al giorno.
Ma allora quali sono gli alimenti adatti all’alimentazione del cane e quelli da evitare?
Tra gli alimenti adatti abbiamo la carne, il pesce, le uova, riso e pasta, verdure, pane secco, latte, formaggio, olio. Ma tutti questi alimenti purtroppo possono generare intolleranze, per questo in caso di dubbi è sempre meglio rivolgersi al proprio veterinario.
Tra gli alimenti assolutamente da evitare invece troviamo cipolla, cioccolato, uva, caffè, bevande alcoliche, aglio, pasta di pane non lievitata o lievito per pane, avocado, cibi grassi, noci di macadamia e mandorle, cibi avariati e scaduti, sale, zucchero, prodotti dolcificati con xilitolo, foglie e germogli di patata e pomodoro, insaccati.
continua
Nollywood By Pieter Hugo un artista allucinato
gennaio 16th, 2011
Al mondo esistono tre poli di produzione cinematografica. Ci sono gli Studios di Hollywood, le Film City bollywoodiane di Mumbai e di Hyderabad, e infine c’è l’industria Nigeriana.
Si stima che “Nollywood”, con una produzione annuale di circa mille film destinati al mercato dell’home video, sia la terza maggiore industria cinematografica del mondo.
Il fotografo di Cape Town Pieter Hugo è affascinato da questa industria iperattiva e creativa e dalle sue storie macabre ed estreme che ricordano la cinematografia Messicana anni 60-70.
Nella serie di fotografie in grande formato “Nollywood” esplora miti, simboli e stereotipidell’immaginario filmico Nigeriano.
Hugo ha osservato e riprodotto una gallery strepitosa di ritratti, utilizzando attori e star locali, suggestioni e scenografie ispirate a quelle cinematrografiche.
Scatti che grondano sangue, violenza, corruzione, stregoneria, tragedia; un ricco assortimento di demoni, cadaveri in decomposizione, corpi straziati, che attingono dagli stereotipi cinematografici e dall’immaginario simbolico locale per restituire un quadro di finzione che grida realtà.
Il fotografo è affascinato dalle situazioni “borderline” che individua nei suoi viaggi attraverso l’Africa e, come già nelle precedenti serie che hanno fatto il giro del mondo (Looking Aside, The Hyena & Other Men e Messina/Musina), riesce a essere contemporaneamente distaccato ma dialogante rispetto ai soggetti dei suoi ritratti.
a sua visione del mondo attraverso il filtro di Nollywood offre una galleria di immagini allucinatorie e inquietanti sulal condizione sociale del popolo africano.
Poiché come diceva Godard: “La fotografia è verità, e il cinema è verità ventiquattro volte al secondo”.
Cinese che suda verde
gennaio 16th, 2011
La notizia riportata da ananova.com riguardo al Sig. Cheng Shunguo, 52 anni di Wuhan City, ci ha lasciato un pò sgomenti, sarà la dieta? Cheng dichiara che il suo sudore è diventato di un brillante verde smeraldo a metà novembre, quando: “Ho notate che le mie mutande e anche le lenzuola erano diventati verdi”. Per quanto pare non abbia altri sintomi, l’uomo è andato in ospedale per cercare una spiegazione.
Secondo quanto riferito, anche dopo avere pulito bene le sue ascelle i medici hanno constatato che ci vogliono solo dieci minuti perché il sudore faccia chiaramente inverdire un pezzo di garza. “Non riusciamo a trovarne la causa”, avrebbe detto un portavoce.














































































