Il “Gesù della Siberia”
In questi mesi l’Agenzia «Ria Novosti» sta pubblicando un’inchiesta sulle sette e i culti minori in Russia. Le storie del passato sono tanto numerose quanto bizzarre (p.e.: la setta degli Skoptsy che ottenevano il paradiso castrando almeno dodici uomini), ma la maggior di questi “nuovi Messia” e le loro sette hanno avuto vita breve.
Diverso invece il destino del cinquantenne Sergei Torop, ex vigile urbano, conosciuto come “Vissarion Cristo” o “Gesù della Siberia” di cui l’agenzia Afp diffonde queste immagini.
Cresciuto nella città siberiana di Minussinsk, Vissarion era anche pittore icone nella chiesa locale e, secondo il suo racconto, Sergei cadde in in visioni mistiche per un lungo periodo alla finde del quale realizzò di essere il “Figlio di Dio”. Cambiò nome, indossò una tunica rossa e iniziò a predicare.
In effetti le sue capacità oratorie devono essere efficaci visto che è riuscito a fondare la “Chiesa dell’Ultimo Testamento” ed è circondato da 5000 fedeli che vivono ai piedi di una montagna a Krasnoyarsk, dopo i suoi seguaci hanno costruito una città nel bel mezzo della Siberia.
>Nella «Città del Sole» da lui fondata non si beve, non si fuma e non si fa uso di droghe, mentre il sesso è libero. Non sono però mancate le polemiche soprattutto legate all’elevato numero di suicidi che si sono verificati fra i suoi fedeli.
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Ho letto ma credo che ci sia una malattia in queste sette: sono malati di morte, il suicidio è causato da una psicosi delirante, qualsiasi motivo mistico voglia giustificare tali suicidi, non è razionale e nemmeno di buon senso.
I mistici sono malati di morte quando si procurano la morte in nome di una divinità o per raggiungerla.
Vi sono testimonianze di sette in cui il suicidio veniva preceduto da riti di purificazione e gli stessi terroristi islamici, prima di raggiungere il maertirio uccidendo migliaia di persone, si purificano e recitano passi del corano.
Ma questa gente è malata di morte.